Quanto costa un fallimento?

Quando si parla di auto sono tanti a criticare le Case (tipo Fiat) che non lanciano modelli nuovi, soprattutto in un periodo simile di crisi in cui le vendite calano. Tutti a dire: se vogliono vendere di più facciano dei modelli nuovi!, senza tener conto di cosa vuol dire progettare e vendere una nuova automobile. Se per caso non dovesse funzionare, quanto si perderebbe? L’istituto Sanford Bernstein ha quindi pensato di stilare una classifica in cui vengono elencati i modelli di auto che hanno generato le maggiori perdite per chi le ha prodotte:

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E proprio in tema Fiat nella classifica troviamo la Stilo, capace di generare una perdita complessiva di 2 miliardi di euro, 2.730 euro di perdita a veicolo venduto.
Ma prima in classifica è la Smart, prodotta dal 1997 al 2006, con una perdita complessiva di 3,35 miliardi di euro, 4.470 euro a veicolo venduto. Un vero bagno di sangue.
In classifica si trovano anche la Mercedes Classe A prima serie, prodotta dal 1997 al 2004, che ha generato una perdita complessiva di 1,71 miliardi, 1.440 euro a veicolo.
C’è anche l’Audi, con la A2, che ha generato una perdita complessiva di 1,33 miliardi, ben 7.530 euro a vettura.

Particolarmente sfortunata la Renault che nella classifica si trova due suoi modelli: la Vel Satis, prodotta dal 2001 al 2009 ha generato 1,20 miliardi di debiti, ovvero ha perso la bellezza di 18.710 euro a veicolo; e poi la Laguna prodotta dal 2006 al 2012 che generato un buco di 1,54 miliardi, ha cioè perso 3.550 euro a veicolo.
Trova spazio in classifica anche la Volkswagen con la Phaeton, berlina di lusso prodotta dal 2001 al 2012, che ha generato un buco di 1,99 miliardi di euro, pari a 28.100 euro di perdita a vettura. Infine una menzione d’onore alla Bugatti Veyron prodotta dal 2005 al 2013, in grado di creare un buco da 1,70 miliardi di euro, con una perdita monstre per veicolo pari a 4.617.500. Del resto la macchina costava più di 1 milione e ha visto una produzione totale di soli 400 esemplari.

Ecco: questo è per tutti quelli che dicono serva continuare a proporre auto nuove anche se queste non si rivelano un successo commerciale. Che finché hai un’azienda molto solida puoi anche permetterti di scialacquare denaro in progetti fallimentari, ma se ti ritrovi in un momento di crisi, ci pensi sopra ben più di una volta prima di lanciare un qualsiasi nuovo modello.
Alla fine basterebbe guardare alla Peugeot, impegnata in continui lanci di nuovi modelli e intrappolata in una crisi ben peggiore di quella in cui si trova Fiat.

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Categorie:Motori

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