NonRecensione – 32: Aspirante Vedovo

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Ultimamente il cinema italiano è riuscito a produrre pellicole interessanti anche nel campo della commedia, film con belle storie, con buone prove da parte degli attori, e con trame ben articolate. Ma non sempre riesce tutto bene, e questo Aspirante vedovo è proprio uno di questi lavori che sembrano lasciati a metà.
Intanto i voti: Comingsoon gli assegna un 5,2/10; Mymovies un 1,27/5, mentre su Imdb non ho nemmeno trovato la scheda.

Dato che ne è il remake, la storia è quella de “Il vedovo” di Dino Risi, in cui i due ruoli principali del Nardi e di sua moglie Almiraghi erano interpretati da Alberto Sordi e da Franca Valeri. Qui invece vengono scelti Fabio De Luigi, che soccombe miseramente al confronto col suo predecessore, e Luciana Littizzetto, anch’essa in netta difficoltà rispetto alla Valeri.

Per chi non conoscesse la storia, è facilmente riassumibile: il Nardi e l’Almiraghi sono una coppia infelicemente sposata, col primo che è un pessimo e scapestrato imprenditore che riesce a sbagliare ogni investimento, e la seconda che invece è una brillante e spregiudicata donna d’affari e di successo. La svolta avviene quando si penserà a lei morta durante un incidente aereo, con Nardi che eredita tutto il patrimonio, ma dopo tre giorni la donna farà il suo ritorno a casa, raccontando di esser sopravvissuta perché scesa dall’aereo poco prima del decollo, e di esser rimasta nascosta per un paio di giorni.
Nardi allora inizierà a progettare un vero incidente per uccidere la moglie, e l’unico obiettivo che raggiungerà sarà proprio quello della morte, la sua però.

Come detto Alberto Nardi è interpretato da Fabio De Luigi, mentre Susanna Almiraghi da Luciana Littizzetto, entrambi ampiamente sotto ogni minima aspettativa di sufficienza. Altri attori sono Alessandro Besentini che interpreta Stucchi, assistente di Nardi; Francesco Brandi interpreta Giancarlo, cugino di Nardi e suo autista; Clizia Fornasier è Giada, amante del Nardi; Bebo Storti interpreta un monsignore amico di Susanna e suo confessore; e poi Ninni Bruschetta che è invece Perlasca, un ricco signore a cui Nardi chiede un finanziamento.
Si segnalano anche Fulvio Falzarano nel ruolo del padre di Giada, Roberto Citran nel ruolo di Fenoglio, un amico di Susanna, e Stefano Chiodaroli, che ha una piccolissima parte, quella dell’elettricista Arturo.

La regia è affidata a Massimo Venier, che dirige un film molto superficiale, che non approfondisce mai nulla ma tratteggia appena tutti i personaggi. Ogni possibile critica ai vizi italici viene ridotta a macchietta, in cui più che ridere si sorride, facendo perdere consistenza e qualità all’intero film.
Il mio giudizio finale è uno scarso 4,5/10: se proprio vi interessa un film simile cercate e godetevi l’originale di Dino Risi, migliore sotto ogni punto di vista.

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