Sui rifiuti e il riciclaggio

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Il tema dei rifiuti, del loro riciclaggio, del come è meglio trattarli, è argomento usato spesso nelle campagne elettorali e ancor di più per certificare l’anima verde ed ecologica della parte politica che si rappresenta. Un argomento giusto, che è doveroso trattare nel più ampio spettro possibile di visuale

Senza farla troppo lunga, ho spulciato brevemente la direttiva europea a cui molti fanno riferimento, soprattutto per quanto riguarda le politiche di massimizzazione del riciclo, con l’obiettivo dei “rifiuti zero”, ovvero di riciclare o riusare tutto quanto.
A questo link dell’Unione Europea trovate tutte le indicazioni sulla gestione dei rifiuti, e al primo link si può leggere la sopra citata direttiva europea sui rifiuti. Sintetizzando al massimo, si determina una gerarchia per il trattamento dei rifiuti:

– Prevenzione;
– Preparazione per il riutilizzo;
– Riciclaggio;
– Recupero di altro tipo, per esempio recupero di energia;
– Smaltimento.

Da sottolineare come nell’ultima voce, quella alla base e quindi da considerare come ultima possibilità, rientrano gli inceneritori. Se ne deduce che l’incenerimento dei rifiuti dovrebbe essere solo l’ultima istanza da prendere in considerazione nell’impostare un ciclo di gestione dei rifiuti. Come io stesso condivido, spingere sulla raccolta differenziata è e sarà un bene per tutti, oltre che una notevole fonte di recupero di materie da poter riutilizzare.
Questa inclusione, comunque, la si evince dall’allegato I chiamato “Operazioni di Smaltimento” che potete consultare alla fine di questa legge. Ma sempre qui, si trova un altro piccolo dettaglio: lo si può leggere nell’allegato II, “Operazioni di Recupero”, in cui sono elencati i casi in cui è considerato “recupero di altro tipo” il trattamento dei rifiuti. Alla voce R1 leggiamo: utilizzazione principalmente come combustibile o come altro mezzo per produrre energia. E qui rientrano anche gli inceneritori, sempre che rispettino tutta una serie di specifiche che vengono sotto riportate.

Una riabilitazione parziale dei tanto contestati inceneritori? Personalmente non la vedo in questi termini, quanto più una specificazione su un loro utilizzo a scopi produttivi. In Italia il dibattito su questo modo di trattare i rifiuti è molto acceso, anche per via dei tanti inceneritori che producevano (o producono ancora) emissioni inquinanti in quantità superiore a quella ammessa dalla legge. Sarà perché sono tecnologicamente sorpassati? O perché vengono gestiti in maniera, direi, quasi criminale? Magari perché alcune aziende che li gestiscono, per risparmiare, non effettuano le dovute revisioni e le dovute manutenzioni?
Me lo chiedo anche in un’ottica (appunto) europea, dove ho avuto modo di vedere inceneritori funzionanti anche nei pressi dei centri abitati, e cittadini per nulla preoccupati di questa presenza. In Norvegia ad esempio, gli inceneritori vengono usati per produrre energia per il riscaldamento delle case. Ricordate forse la notizie di una specie di crisi energetica norvegese a causa della mancanza di immondizia? Questo articolo de Il Post è uno dei tanti che ne parlò, anche se in realtà non esisteva nessuna reale crisi. Si trattava, più semplicemente, di una ricerca di nuovi “mercati” da cui prendere rifiuti da bruciare a costi competitivi. Non per nulla, una parte dei rifiuti norvegesi vengono spediti in alcuni inceneritori in Svezia, perché il costo risulta più basso, e quindi più competitivo rispetti agli impianti nazionali. Tutto confermato anche da questo articolo

Sono quindi conciliabili la raccolta differenziata e l’incenerimento? Personalmente, entro certi termini penso di si. Mi spiego: fatto salvo il mio favore ad una sempre maggiore raccolta differenziata, non considero negativo l’utilizzo della parte restante dei rifiuti per un loro utilizzo finalizzato alla produzione di energia. Forse uno dei grossi problemi è stato il considerare questa opportunità produttiva come un modo di fare molti soldi, dando il via libera ad un massiccio uso di inceneritori che spesso ha travalicato il reale bisogno del territorio. Il dibattito è comunque aperto, e la documentazione a sostengo di una o dell’altra parte è sempre più corposa. E per voi, come andrebbero trattati i rifiuti?

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Categorie:Attualità, Riflessioni

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1 reply

  1. La sovra capacità di incenerimento dei nordici la stiamo sfruttando anche noi (vedi il caso napoletano). Almeno bisognerebbe chiarire una buona volta che vogliamo fare del Cip6: non se ne parla ma è sempre li. Continua a mangiare i soldi delle rinnovabili, e ad ostacolare un qualche cambiamento serio in tema di rifiuti.

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