Il positivismo di Scalfari

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Scopro che c’è chi considera il governo Letta come un governo che sta facendo, e bene. Lo scopro leggendo la rubrica di Eugenio Scalfari sull’Espresso in un articolo apparso sul numero 33, a fine agosto, e pubblicato anche qui.
Scalfari dice che a contrastare la voce di popolo che indica il governo come capace di soli annunci, ci sono (oltre ovviamente a lui) anche la Commissione di Bruxelles, Mario Draghi, Ignazio Visco, Barack Obama, Angela Merkel, Mariano Rajoy, Françoise Hollande, David Cameron e Giorgio Napolitano. Una compagnia definita eccellente, e visti i nomi ci mancherebbe altro.
Fa anche un’ovvia premessa: ovvero che il governo è in carica da soli 3 mesi (ormai potremmo dire 4?) e che i due principali partiti che compongono la maggioranza sono completamente differenti e distanti nel modo di agire e pensare. Su quest’ultimo punto, vista la storie degli ultimi anni, comprendo in parte la diversità di pensiero, ma non vedo poi tutta questa diversità d’azione, con un Pd che troppo spesso si è lanciato in furiosi inseguimenti verso il PdL copiando malamente le idee per recuperare consenso, sempre con risultati abbastanza tragici.

Poi passa ad elencare le cose fatte da questo governo: la sospensione dell’aumento di un punto dell’Iva; la sospensione del pagamento della prima rata dell’Imu; le prime tranche di pagamento della Pubblica Amministrazione alle imprese creditrici, per un importo di 16 miliardi e un prossimo importo di altri 20 miliardi. Poi ci sono quelle in divenire, che dovrebbero (il condizionale è sempre d’obbligo) essere presentate nei prossimi mesi: la revisione costituzionale, la riforma del Senato, il taglio del numero dei parlamentari, l’abolizione delle provincie, la rimodulazione dell’Imu che cambierà anche nome. E poi aggiunge la “…pressione crescente che l’Italia sta esercitando su tutto lo scacchiere Europeo per una politica di finanziamento dell’occupazione in genere e di quella giovanile in particolare…”, l’unione bancaria (penso si riferisca a quella europea) e le forme di garanzia statale ai depositi fino a 100.000 euro.

Cose interessanti quelle elencate ma, a parte quelle che dovranno essere presentate e che quindi non possono essere ascritte come cose già fatte, Scalfari è proprio sicuro che quelle tre cose fatte siano merito del governo Letta? Prendo ad esempio l’Iva: da praticamente per annullato l’aumento, ma al momento resta solo spostato in avanti di 3 mesi, con la prospettiva di avere un leggero ritocco delle aliquote Irpef per bilanciare questo mancato aumento. Nulla da dire sull’Imu, anche se su questo argomento il caos regna sovrano anche all’interno del governo, con un accordo che potrebbe essere raggiunto oggi.
Resta il decreto sul pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione. Ma, scusate se ricordo male, non era stato il governo Monti a dare il via libera al pagamento di questo debito, con una quota da pagare di 40 miliardi in 12 mesi? Non per stare qui a fare il giochino di chi ha fatto cosa, ma se così fosse allora Letta si sarebbe semplicemente limitato a dare via libera ad un’iniziativa presa dal precedente governo. Dare al buon Letta tutto il merito, sarebbe quindi una cosa un po’ faziosa.

Personalmente riconosco al governo Letta l’impegno nel voler fare qualcosa di buono anche se spesso, per via delle tante trattative fra le diverse anime che compongono la maggioranza, questo si traduce in risultati che non sono proprio esaltanti. Ma imputo a questo governo anche un’assoluta miopia verso quelle grosse riforme che continuano ad essere non rimandabili.
Serve una seria riforma del fisco, per renderlo più chiaro e meno “nemico” delle persone e delle aziende; serve eliminare parte di una burocrazia spesso elefantiaca e praticamente inutile, che spesso più che aiutare non fa altro che ostacolare; serve al più presto una legge elettorale decente, per non farsi trovare impreparati in caso di nuove elezioni; serve una reale razionalizzazione delle spese dello Stato, magari anche ridistribuendo persone, risorse e mezzi a seconda delle reali necessità; serve una (per una volta) seria revisione del mondo del lavoro, perché gli altri non aspettano che noi si diventi competitivi, pensano solo a correre più forte e più lontano, e se continuiamo a guardarci attorno domandoci cosa si dovrebbe fare, allora continueremo a restare fra gli ultimi. Servirebbe anche una riforma della giustizia, anche se qui rischio di sentire molti gridare allo scandalo.

Su tutte queste cose io vedo solo proposte da parte di alcuni gruppi parlamentari, ma nessuna vera discussione politica. Solo chiacchiericcio interessato al proprio tornaconto. Può questo spingermi ad avere una valutazione positiva del governo Letta come la ha Scalfari? No di certo. Parimenti non posso dire che questo governo sia il male assoluto, o che sia composto esclusivamente da persone inconcludenti: ma, francamente, visto anche il discorso iniziale di Letta mi sarei aspettato una maggiore capacità di slancio e una maggiore incisività da subito, non da posporre via via che passa il tempo.

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Categorie:Politica

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