Lo amiamo o no?

Si sa che i sondaggi sono spesso quello che sono, stime a volte imprecise delle tendenze di un Paese, o di parte di esso. Comunque sia possono essere utili per avere un’idea generale della situazione, per individuare un trend nella valutazione di qualcuno, o più semplicemente per “tastare al polso la nazione”.

In questo quadro ci sono valutazioni che, a primo avviso, potrebbero essere scontate, ma che in realtà rischiano di non esserlo: è il caso del governo appena insediato, guidato da Enrico Letta, ma volendo anche del Presidente Giorgio Napolitano, entrambi molto osteggiati e vituperati in quasi ogni luogo, reale e virtuale. Dai sondaggi quindi dovremmo aspettarci valori ridotti al lumicino, percentuali talmente basse da far temere un collasso imminente del governo. È davvero così?

Partendo da Napolitano, si può notare come la sua curva di gradimento sia in crescita anche fra aprile e maggio di quest’anno, proprio a cavallo della sua tanto criticata rielezione a Presidente della Repubblica. Un dato che mi lascia un momento perplesso: ma non era stato definito il peggior Presidente della storia repubblicana?

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Allo stesso tempo, guardando questo dati di inizio maggio si può notare come il governo Letta goda del 62% dei consensi. Anche qui: ma questo governo di larghe intese non era stato subito bollato come il peggiore della storia? Addirittura io popolo del centrosinistra gli accorda una fiducia al 67%.

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Nel dettaglio si possono vedere i vari valori di gradimento dei ministri: Bonino e Cancellieri ai primi posto insieme ad Alfano, Franceschini un po’ attardato, Kyenge molto indietro, come Quagliariello e Delrio.

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Ultimo dato che vorrei far osservare, riguarda la percentuale di elettori del Partito Democratico che approva la nascita del governo Letta. Ve la lascio guardare bene:

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Ora, ricordando la levata di scudi contro l’accordo di governo col PdL, una percentuale così alta mi stupisce. Vorrà forse dire qualcosa? Ci sarebbe da riflettere, se qualcuno lo volesse davvero fare.

Una postilla finale: so bene, l’ho detto all’inizio, che i dati dei sondaggi sono sempre da prendere con le molle. Però non possono essere neanche ignorati, non si può far nemmeno finta che non esistano o che siano sempre e soltanto sballati.
Perché anche alle ultime elezioni, Movimento 5 Stelle a parte, i valori dei sondaggi erano più o meno quelli poi usciti fuori dal voto.
Eh si, ci sarebbe proprio da meditare.

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Categorie:Sondaggi

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