Dieci Domande a: Stefano Ceccanti

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“Renzi? Spero che sarà il prossimo candidato premier”. Si esprime così Ceccanti, ex Senatore del Partito Democratico. Nella nostra intervista dice la sua sul partito e sulla legge elettorale, senza nascondere il disappunto per essere stato escluso dalle liste per il Senato alle ultime elezioni.

Stefano Ceccanti, professore ordinario di Diritto Pubblico Comparato all’università La Sapienza di Roma, è stato dal 2008 al 2013 Senatore della Repubblica nelle fila del Partito Democratico.
Presidente dal 1985 al 1987 della FUCI, Federazione Universitaria Cattolica Italiana, diventa promotore nel 1993 del movimento dei Cristiano Sociali, movimento che andrà poi a dissolversi nel 1998 nella fondazione del Partito Democratico, sopravvivendo però come associazione politica.
Collabora con diverse testate, fra cui Europa e l’edizione italiana dell’Huffington Post, e  inoltre dal 2005 è Presidente del Comitato Scientifico dell’associazione “Libertà Eguale”.
Ha un blog, dove si può trovare tutta la sua attività politica e culturale: http://stefanoceccanti.wordpress.com/

A Gennaio ha scoperto di non essere nelle liste per la candidatura dei senatori del Partito Democratico alle recenti elezioni politiche. Vista la sua lealtà e la sua produttività, certificata anche da OpenParlamento, e visto il risultato elettorale, come giudica oggi quella esclusione?
La giudico immotivata. Posso spiegarmela solo con l’intento di limitare eccessivamente il pluralismo interno, anche perché non è stato solo un caso personale, ma ha riguardato quasi per intero la cosiddetta area liberal. Dopo le primarie per il premier, già segnate da alcuni intenti di chiusura rispetto a parte dell’elettorato, l’improvvisa indizione delle cosiddette parlamentarie limitate di fatto all’elettorato di appartenenza e poi le modalità di formazione del cosiddetto listino hanno segnato una brutta regessione, di cui credo che il Pd abbia poi pagato un prezzo.
 
Lei alle ultime Primarie del Partito Democratico ha scelto di appoggiare Matteo Renzi: oggi che futuro vede per il sindaco di Firenze?
Spero che sarà il prossimo candidato premier.
Risulta ideatore, insieme a Salvatore Vassallo, di una proposta di legge elettorale fatta nel novembre del 2007, che prevedeva un sistema che mischiasse insieme i sistemi tedesco, spagnolo, e il mattarellum italiano. Ci vuole spiegare in cosa consisteva? Pensa che sarebbe possibile riproporla oggi?
L’idea era di congegnare un sistema a base proporzionale ma con effetti maggioritari centrati sui partiti anziché sulle coalizioni elettorali. Nel frattempo però la frammentazione è cresciuta e quindi non è più riproponibile. Meglio l’adozione per intero del sistema francese, elettorale e costituzionale, cioè doppio turno di collegio e semipresidenzialismo oppure lo spareggio nazionale tra le prime due coalizioni per assegnare il premio, riducendo l’ampiezza delle circoscrizioni. In ogni caso va superato il bicameralismo paritario e il rapporto fiduciario con entrambe le camere, anche per evitare di appendere il governo a due risultati contraddittori.
Secondo la sua opinione per quale motivo, sotto il governo Monti, non si è riusciti a trovare un accordo per varare una nuova legge elettorale?
Era troppo tardi, si era vicini alle elezioni e ognuno ragionava a partire da vantaggi e svantaggi immediati.

ceccanti

Negli ultimi tempi si sentono diverse voci che chiedono modifiche o revisioni di alcuni articoli della Costituzione: ad esempio dell’articolo 67 per inserire un vincolo di mandato per i parlamentari, oppure dell’articolo 75 per inserire i referendum propositivi e per allargare il potere di quelli abrogativi. Lei, da costituzionalista, cosa ne pensa?
Il 67 va bene così. Se si vuole limitare il trasformismo basta intervenire sui regolamenti parlamentari prevedendo che si possano costituire solo se corrispondenti a liste elettorali. Invece il 75 va modificato ampliando le forme di referendum, in connessione con l’iniziativa legislativa popolare.
Mercoledì 6 marzo c’è stata la Direzione Nazionale del Partito Democratico: cosa ne pensa degli interventi che sono stati fatti? Come giudica gli 8 punti programmatici esposti da Bersani?
Non faccio parte della direzione. Mi è sembrata una riunione di assestamento post-elettorale, come pure lo sono gli 8 punti.
Pensa che il tentativo di formare un governo da parte del segretario del Partito Democratico possa avere successo?
Non mi sembra una prospettiva realistica.
Altro tema molto discusso è quello dei rimborsi elettorali, con il Pd spaccato fra chi li vuole rivedere e chi li vuole abolire. Lei che posizione ha in merito?
Tutto ciò che non è rimborso per spese elettorali documentate è in questa fase radicalmente delegittimato.
Secondo lei, quali sono i tre personaggi, o persone, che hanno segnato la sua vita?
I miei principali maestri sono stati Pietro Scoppola e Augusto Barbera.
E concludendo, quale valore per lei è il più importante?
La libertà di coscienza.

(Pubblicata anche su Sottotesto)

http://www.sottotesto.com/14/03/2013/attualita/ceccanti-renzi-prossimo-candidato-premier/

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Categorie:Interviste

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