Nescional Geografic: il Piddìnus Intellighencije Rubeum

Sulla scia dei popoli del passato ingiustamente dimenticati dalla storia, oggi vorremmo parlare di una nuova e affascinante scoperta: il Piddìnus Intellighencije Rubeum, comunemente conosciuti come Piddìni. Un popolo multiforme, multicolore, multiculturale, multilingue, insomma, un’accozzaglia di roba abbastanza imbarazzante. Perfino per loro stessi.

Caratteristica distintiva di questo popolo era l’estrema chiarezza di idee. No, scusate, mi dicono che la vera caratteristica distintiva era la loro scelta di inclusione di ogni cultura diversa dalla loro. No, scusate ancora, mi ricomunicano che l’esatta caratteristica distintiva era il loro amore per il verde e per la natura. Niente, perdonatemi davvero, ora mi dicono che la loro principale e precisa caratteristica era quella di una forte coesione interna. Come dite? Non è nemmeno questa?! Diamine, erano peggio di un malato in evidente stato confusionale.

Presi singolarmente apparivano come persone dedite al pensiero e al ragionamento, ma un’osservazione più approfondita dei documenti ritrovati, ci hanno permesso di capire come il loro ragionamento fosse ingabbiato in se stesso, senza una vera apertura verso il resto del mondo. Un po’ come predicare la libertà restando chiusi in gabbia. Punto di forza era il loro tumultuoso proporre idee, come una colata lavica continua, con l’impressionante capacità poi di non realizzarne nemmeno una, anche fra le più semplici. Ad esempio, da un documento trovato nei pressi di un piccolo centro urbano, risulta l’idea della costituzione di un piccolo bosco, come una grande mura verde: i risultati di questa idea, scoperta grazie ad alcune incisioni grafiche, furono invece la costruzione di tutta una serie di accampamenti abitativi. Magari l’idea era quella di colorarli di verde, ma la cosa non è ancora stata capita.

Il modo di abbigliarsi, con pelli e stoffe lavorate, conferiva loro un certo aspetto lussuoso, ma al contempo popolare: scelta utile per apparire comuni, sebbene si ritengano superiori, cosa che traspare dai molti circoli da loro fondati su tutto il territorio, che i documenti ci descrivono come dediti all’autocelebrazione. Altra caratteristica era l’utilizzo di accessori spesso del tutto inutili, ma rigorosamente fatti con materiali pregiatissimi, piccolo vezzo necessario per dimostrare di essere diversi dalla massa. Sebbene avessero sempre cercato di porsi come loro rappresentanti.

Molto curiosa era la loro capacità di alleanze con altri popoli, tutte sempre definite strategiche e mirate (mai fatte a casaccio, per carita!): si possono annoverare i SelRom, i BiPietristi, i Papaverozzi, i Margheritoni, i DemoSocia, gli Ulivoni, i Dinos, i Parnelliani, oltre a tutta una serie di sottogruppi che furono poi inglobati nel popolo Piddìno, come i TeoDem, i ProgresDem, gli Associaz, i LiberDem, i DemoVeritas, i SempliSocia, gli EcoSocia, i VeroSocia. Un popolo saldamente unito come la California al continente americano.

Insomma, un popolo che ha destano immediatamente una grande curiosità nel mondo scientifico, tanto da portare quasi tutti a domandarsi come diavolo abbia fatto a non estinguersi subito. Intanto, altre ricerche stanno proseguendo, e altri importantissimi documenti stanno riemergendo da questo lontano passato, che si spera possano continuare a fare chiarezza su questo oscuro popolo. Continuare a seguirci!

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Categorie:Delirio

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