Senago: nomadi abusivi, verdi&rossi si mostrano aggressivi

Oggi siamo a Senago, piccolo e ridente comune dell’hinterland milanese, dove negli ultimi giorni è avvenuta una serie di fatti sconcertanti. Ma atteniamoci ai fatti: nei giorni scorsi, a interrompere il tranquillo scorrere della vita del borgo, un manipolo di persone, dei Barbarus Viridis Padanus meglio noti come Barbari Padani, ha iniziato a berciare del pericolo di un insediamento abusivo nella zona del quartiere Papa Giovanni. E fra un “Uga Buga”, un “Oooohhh!!” e un “Basta ai Rom!”, hanno deciso di formare un presidio davanti al suddetto campo, dandosi il merito di aver portato attenzione a questa problematica, anche se le Forze dell’Ordine erano già in moto da giorni. Come mai i barbari hanno aspettato prima di agire? Forse un ritardo nella traduzione della notizia dall’italiano al celto? O forse che loro, il celto, non lo capiscono? Non ne siamo celti, ehm, certi, ma già questo primo punto rappresenta un fatto poco chiaro, un po’ come le loro idee.

Collegato a questo, c’è stata la presa di posizione di un altra parte avversa ai Barbari, i Piddìni, consociati con i Selrom, che in un primo durissimo e cattivissimo comunicato stampa, hanno velatamente ed elegantemente accusato le Forze dell’Ordine di aver rallentato l’iter di sequestro per favorire i Barbari: un’accusa nei confronti dei Padani sinceramente sproporzionata, infatti non sarebbero mai capaci di sviluppare simili complesse strategie. Ma nel giro di pochissimo il comunicato dei valorosi Piddìni è stato ritirato, e ripubblicato uno successivo dove si elogiavano le Forze dell’Ordine: insomma, traspaiono poche idee, ma immensamente confuse, in un candidato sindaco che inizia il suo cammino dubitando di Vigili e Carabinieri. Della serie, vanno bene ordine e legalità ma meno i suoi tutori. Vorranno istituire le Ronde Piddìne? Altro mistero avvolto nel primo.

Ma il colpo di scena arriva dopo: il campo in realtà sarebbe stato proprio acquistato da un gruppo di zingari, altri parlano di un semplice compromesso di vendita, comunque diventerebbe inesatto parlare di insediamento abusivo. Subito serpeggia lo sconcerto fra i gagliardi Barbari, che senza farsi distrarre da questa inezia continuano a berciare “No agli insediamenti abusivi! No all’illegalità!”. Forse si riferiscono a presunte irregolarità negli atti della compravendita del terreno, magari pensando che l’acquisto andasse fatto non in Euro ma in Alberti da Giussano, ma nulla ancora trapela dalle fonti ufficiali.

Silenzio invece dai Piddìni, che probabilmente formuleranno una propria idea nella prossima sessione plenaria, in modo da impiantarla nel database cranico del loro leader locale.

Insomma, il caso si fa sempre più intricato e oscuro: chi ha venduto quel terreno? Perché lo ha venduto? Chi l’ha comprato, cosa vuole farne? I Padani, stamperanno nuovi striscioni plastificati per esprimere tutto il loro dissenso? E i Piddìni invece, aspetteranno sempre dopo per fare dichiarazioni a caso, salvo poi rivederle e modificarle il giorno seguente?

Le risposte, forse, non tarderanno ad arrivare.

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Categorie:Delirio, Senago

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